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Regole per un corretto invio
delle email pubblicitarie
(Tratto
da i-dome.com) - OTTOBRE 2006 - Crescono
reclami e disagi espressi da utenti web, per la
ricezione di email pubblicitarie e promozionali
senza che sia stato manifestato il consenso. Questo
fenomeno comporta una lesione ingiustificata dei
diritti dei destinatari. A fronte di un'indagine
che ha palesato l'urgenza del problema, il Garante
ha ravvisato la necessità di adottare un
provvedimento di carattere generale per indicare
le misure che gli operatori del settore devono
adottare al fine di conformarsi alla disciplina
generale sull’uso dei dati personali.
Il garante ha ribadito come
l'utilizzazione di indirizzi di posta elettronica
per scopi promozionali e pubblicitari sia possibile
solo se il soggetto cui si riferiscono i dati
ha manifestato in precedenza un consenso libero,
specifico e informato. La semplicità nel
poter reperire indirizzi email di terzi non è
dunque valutata dal Garante (né dalla Commissione
Europea) una condizione sufficiente per poter
utilizzare tali dati a fini promozionali, senza
il consenso del titolare dei dati.
Il consenso, da documentare per iscritto,
deve essere manifestato liberamente, in modo esplicito
e in forma differenziata rispetto alle diverse
finalità e alle categorie di servizi e
prodotti offerti, prima dell’inoltro dei
messaggi. Tale onere non può essere
eluso semplicemente inviando una prima e-mail
che, nel chiedere un consenso, abbia comunque
un contenuto promozionale o pubblicitario, oppure
riconoscendo solo il diritto di cancellare il
proprio nominativo, al fine di non ricevere
più messaggi dello stesso tenore. [Articolo
inserito il 5 ottobre 2006]
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Studio - I giovani snobbano
le e-mail - LUGLIO 2006 -
L'e-mail? Roba d'antiquariato, almeno per le nuove
generazioni. Lo sostiene uno studio secondo cui tra i giovani
i media più diffusi per comunicare con i coetanei sono
soprattutto le chat-line e i sistemi di messaggistica istantanea
come Msn e yahoo Messenger. La posta elettronica viene sempre
utilizzata tra più giovani, ma solo per ricevere comunicazioni
formali come contattare il professore universitario o ricevere
istruzioni di lavoro.
"La maggioranza dei giovani predilige i messaggi istantanei
o il telefono per comunicare tutto ciò che va dalla
chiacchiera alla conversazione intima", spiega il direttore
del progetto. Tra i motivi principali che guidano la fuga
dei giovani dalle mail c'è la necessità di parlare
in tempo reale, ma non è tutto qui. I ricercatori,
infatti, hanno rilevato un nuovo modo di guardare all'utilizzo
della posta elettronica, considerata ormai un canale ufficiale
riservato quasi esclusivamente alle faccende "più
serie" e ai contatti con figure che incarnano l'autorità.
[Tratto da www.tcgom.it]
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